Djémila in Algeria: Un valore universale eccezionale
- Oryx Voyages

- 11 ago
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Il sito di Djémila si trova a 50 km a nord-est della città di Sétif. Conosciuto con il suo antico nome Cuicul, il sito di Djémila è l’insediamento di un’antica colonia romana fondata sotto il regno di Nerva (96–98 d.C.). La città romana occupava una posizione difensiva straordinaria. Cuicul è uno dei gioielli dell’architettura romana in Nord Africa. Si adattò in modo eccezionale alle condizioni del sito montano: uno sperone roccioso che si estende, a 900 m di altitudine, tra l’oued Guergour e l’oued Betame, due torrenti montani. La città possedeva un proprio senato e un foro.
All’inizio del III secolo, si estese oltre le sue mura con la costruzione del Tempio di Settimio Severo, dell’Arco di Caracalla, del mercato e della basilica civile. Il sito porta anche l’impronta del cristianesimo, testimoniata da diversi edifici di culto: una cattedrale, una chiesa e il suo battistero, considerato tra i più grandi del periodo paleocristiano. Djémila custodisce una straordinaria collezione di pavimenti a mosaico che raffigurano racconti mitologici e scene di vita quotidiana.
Criterio (iii): Djémila offre una testimonianza eccezionale di una civiltà scomparsa. È uno dei più bei complessi di rovine romane al mondo. I resti archeologici, il piano urbanistico romano ben integrato e l’ambiente naturale costituiscono le risorse che rappresentano il valore universale eccezionale del sito.
Criterio (iv): Djémila è un esempio eminente di un tipo di complesso architettonico che illustra un periodo significativo della storia romana del Nord Africa, dal II al VI secolo. In questo caso, lo schema classico dell’urbanistica romana si adattò ai vincoli geomorfologici del sito. Il sito comprende un repertorio tipologico e architettonico molto diversificato, con sistema difensivo e arco di trionfo, edifici pubblici e di spettacolo, strutture artigianali e commerciali, tra cui il mercato dei fratelli Cosinius, che rappresenta un esempio notevole della prosperità economica della città.
Integrità
Il sito, recintato secondo i limiti stabiliti al momento della sua iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale, contiene tutti gli elementi necessari per esprimere il suo eccezionale valore universale. Tra questi, lo schema classico dell’urbanistica romana con due porte situate alle estremità del Cardo Maximus; al centro, il Foro, circondato dagli edifici pubblici essenziali: il Campidoglio, la Curia, una basilica civile e la Basilica Julia. Vi sono anche i resti del Tempio di Venere Genitrice e di residenze aristocratiche ornate da ricchi mosaici. Sono inclusi anche i resti dei monumenti che segnarono l’espansione della città verso sud: abitazioni private ed edifici pubblici come l’Arco di Caracalla (216), il Tempio della Gens Septimia (229), un teatro con 3.000 posti, terme, basiliche e altri edifici religiosi.
I resti archeologici sono rimasti straordinariamente intatti nei secoli. Il turismo non rappresenta un rischio per la loro conservazione, ma il sito è minacciato da terremoti, siccità, incendi, vandalismo, furti e saccheggi, pascolo illegale, costruzioni abusive e infrastrutture mal integrate.
Autenticità
I resti archeologici portati alla luce dal 1909 testimoniano in modo fedele e credibile elementi urbanistici romani, come il piano classico della città e il tessuto urbano, ed elementi architettonici, come i sistemi costruttivi (strade, porte, acquedotto, tempio colonnato, teatro, ecc.), le decorazioni (bassorilievi, fregi e frontoni, capitelli di colonne, mosaici, ecc.) e i materiali da costruzione (pietra, mosaico, ceramica, ecc.), che esprimono il valore universale eccezionale del bene. Negli ultimi anni sono stati effettuati alcuni restauri di mosaici conservati nel museo del sito.
Esigenze di protezione e gestione
La protezione del sito è regolata dalle leggi nazionali n. 90-30 (1990) e n. 98-04 (1998), relative alla protezione del patrimonio culturale algerino. La gestione del sito è affidata all’Ufficio di Gestione e Sfruttamento dei Beni Culturali (OGEBC), la cui amministrazione quotidiana è delegata al gestore locale. L’OGEBC è incaricato, oltre alle missioni di servizio pubblico di protezione, manutenzione e valorizzazione, di attuare il Piano di Protezione e Valorizzazione del sito (PPMVSA), in coordinamento con la Direzione della Cultura della Wilaya di Sétif, dotata di un servizio dedicato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Le misure di protezione previste per salvaguardare i valori del sito includono principalmente la costruzione di una recinzione perimetrale, il restauro dei mosaici danneggiati e il rinnovamento del museo del sito (già completato). Si fa inoltre affidamento sull’applicazione della normativa vigente e su un monitoraggio regolare del sito.
Sebbene l’usura del tempo causi danni sempre maggiori alle strutture archeologiche fragili (muretti), i valori essenziali sono complessivamente ben conservati. Rimane comunque un grande bisogno di finanziamenti e di assistenza internazionale per l’attuazione del piano di gestione e valorizzazione, che viene rivisto ogni anno. Ogni anno, il sito riceve circa 30.000 visitatori e circa 15.000 studenti.











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